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Le Origini del Bacio dei Cristi PDF Stampa E-mail
Non vi è dato certo o fonte attendibile che possano far chiarezza sulla nascita della singolare cerimonia. Si possono, quindi, solo fare delle congetture, e ne sono state fatte molte, sulle sue origini.
La processione, così come la conosciamo oggi, è, forse, il risultato della fusione di più cerimonie. Questo si evince dallo svolgimento, sicuramente, anomalo e particolare per un rito religioso. Le processioni sono due, partono entrambe dallo stesso luogo (la chiesa) e s'incontrano fuori delle antiche mura del paese, oltre il ponte di Gorghi, dove avviene il "Bacio".

La prima parte alle due del pomeriggio per compire un tragitto della durata di circa cinque ore, inerpicandosi sulle pendici del Monte Crocicchio, mentre la seconda compie un tragitto di appena 300 metri, in direzione opposta, per congiungersi con la prima processione ormai scesa dal monte. Durante il percorso sono effettuate, presso le croci che vi s'incontrano, delle soste di canto e preghiera religiosa, chiuse tutte con le arcaiche quanto suggestive invocazioni, pronunciate in latino, contro flagelli di vario genere (tempeste, terremoti, carestie e malattie) cui le popolazioni andavano soggette nei tempi più remoti.
Una descrizione della cerimonia è fornita da Francesco Domenico Guerrazzi in una lettera del 1847, redatta in occasione di una solenne manifestazione risorgimentale tenutasi a Gavinana per onorare Francesco Ferrucci, il valoroso condottiero fiorentino che s'immolò per l'ultimo baluardo di libertà Italica rappresentato dalla Repubblica di Firenze del 1530. Scrive il Guerrazzi: "In espiazione degli antichi delitti nel giorno dell'Ascensione due processioni cantando in suono lugubre si muovono una dalla parte di San Marcello e l'altra da Gavinana verso la fonte dei Goghi. Quando si incontrano i canti si rinnovano più alti accostano gli stendardi, fanno toccare i Crocifissi tra loro, e questa religione chiamano il bacio dei Cristi". Questa breve descrizione ci consegna due preziosi elementi che possono essere ricondotti ai tragici eventi della battaglia, in cui perse la vita il Ferrucci e agli anni immediatamente successivi che ne seguirono. Il primo si desume dalle parole iniziali "in espiazione degli antichi delitti", riferibile alle cruenti lotte fra Panciatichi e Cancellieri, rispettivamente i Ghibellini e i Guelfi di Firenze, culminate con la battaglia e protrattesi, in una scia di odio e di vendette, fino al 1539. L'altro elemento ci segnala, con le parole: "…si muovono una dalla parte di San Marcello…", che originariamente vi era una processione che procedeva da questo borgo in direzione di Gavinana, mentre oggi entrambe le processioni nascono nella Pieve di Santa Maria Assunta in Gavinana. E' così legato, a questa cerimonia di riconciliazione, il Castello di San Marcello, di fazione Panciatica, che lo stesso giorno in cui si combatteva per le sorti della Repubblica Fiorentina, era saccheggiato e bruciato dalle truppe di Francesco Ferrucci. La cerimonia del "Bacio" è da interpretarsi, forse, proprio come segno di riconciliazione fra queste due opposte fazioni che hanno animato per secoli la storia della Montagna Pistoiese.


Bibliografia

Chelucci Palmerini Piero, Gavinana: storie e memorie di un antico castello della montagna pistoiese, Remo Sandron, Firenze, 1968.

 
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