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La Battaglia di Gavinana descritta da Gino Capponi PDF Stampa E-mail
Da Pisa il Ferrucci era venuto a Pescia con tremila fanti e intorno a quattrocento cavalli; piccolo esercito, ma ottimamente provveduto di viveri per tre giorni e polvere e scale e ogni sorta di ferramenti e fuochi lavorati e moschetti da campagna che stessero invece di artiglierie: nemico il paese, in Lucca stavano il Cardinal Cibo e genti assai del Papa. Intendimento del Ferruccio era far capo al Montale, castello dei Cancellieri, posto allora in alto, e di là sempre per la via dei monti condursi a Firenze.
Si fermò la notte del primo agosto in Calamecca, donde piuttostochè seguitare l'Appennino, i Cancellieri lo fecero volgere a San Marcello; il quale, perché era della parte Panciatica, fu crudelmente da quelli arso e quasi disfatto. Quivi egli fece riposare alcune ore la mattina del 3 agosto i suoi soldati; poi gli condusse verso Gavinana, piccola terra a cui s’ avviavano da un lato Alessandro Vitelli e dall' altro lato il Maramaldo; intantochè il Principe d' Orange, mandati prima innanzi i cavalli leggieri e gli Stradioti, egli medesimo si avanzava per occupare con le genti d' arme: in tutto erano gli Imperiali da sette a otto mila, senza contare la parte Panciatica. Dai tocchi a martello delle campane di Gavinana, e dalla gente che fuggiva, conobbe il Ferrucci che dentro già entravano i nemici. Entrò il Ferrucci dall' opposto lato, combattendosi lungamente con pari ferocia da ambe le parti dentro la terra stessa, che fu più volte presa e perduta; ed in quel mentre avendo al di fuori Alessandro Vitelli urtato la retroguardia, che il Ferruccio aveva commesso a Gian Paolo Orsini, fu varia la mischia finche le due parti non si separarono per soccorrere ciascuna i suoi. Imperocchè la cavalleria del Principe mentre girava intorno alle mura, ebbe da quella del Ferruccio tale percossa che dopo essersi mescolate insieme con strage grandissima, 1' Orange, veduto i suoi sbaragliati, si cacciò innanzi con impeto di Francese dove più fioccavano le archibusate, delle quali due nel tempo istesso lo fecero cadere a terra morto. Anche oggi i paesani mostrano il luogo dove è il crocicchio di una stradella molto ripidosa che sale sul monte. Avvenne che uno spagnolo uscito dalla battaglia corse annunziando la morte del Principe e la vittoria del Ferruccio, che fu creduta per qualche ora a Pistoia ed a Firenze, e sino in Roma dal Papa stesso. Ma in questo mentre il Maramaldo abbattendo un muro, già era nella terra, e mille Lanzi freschi discesi dal monte, diedero per fianco e alla coda di quei del Ferruccio, assai ammazzandone e facendo molti prigionieri. Il piccolo esercito, stanco e consunto nei vari scontri, fu quasi distrutto. Lo stesso Ferrucci continuando il combattere di sua mano, e già in più luoghi ferito, andò con Gian Paolo a porsi dentro a un casotto dove furono attorniati e presi dagli uomini del Maramaldo; il quale avendo comandato che il Ferruccio gli fosse condotto innanzi sulla Piazzetta di Gavinana, prima di sua mano lo feriva nella gola, mentre questi gli diceva: “Fabrizio, tu ammazzi un uomo morto; “ poi lo diede a finire ai suoi soldati. Così moriva Francesco Ferrucci: vissuto fino ai quarant' anni semplice cittadino, era egli ad un tratto divenuto grande uomo di guerra, amando del pari la libertà e la gloria, le quali entrambe nella patria sua perirono seco. Fu egli sotterrato nella piazza stessa lungo la chiesa di Gavinana. Giovan Paolo Orsini si riscattò pagando quattro mila ducati di taglia; Amico d'Arsoli, vecchio e rinomato capitano di quei del Ferrucci, fu comprato seicento ducati da Marzio Colonna, che a sfogo scellerato d' una privata vendetta 1' uccideva di sua mano. Potè riscattarsi, tra molti, anche uno degli Strozzi, soldato di conto, ma cui troppo bene stava il soprannome di Cattivanza che tutti gli davano. Il corpo di Filiberto Principe d' Orange, portato fuori penzoloni attraverso un mulo, fu messo in deposito per essere quindi recato ai suoi. In quella battaglia, che aveva durato dalle diciannove alle ventidue ore, si trova che il numero dei morti e feriti andasse a duemila.
 
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