Cenni Storici
Il paese di Gavinana ha origine molto antica anche se incerta. E' probabile che venisse fondata da una colonia  dell'armata di Gabinio, generale di Giulio Cesare. Il Giovio, nelle sue Storie, la menziona come Oppidum Gabinianum. Un vecchio villaggio, ormai distrutto da molto tempo, era situato sotto il monte Peciano o Apiciano, nome anch'esso di chiara origine romana (da Apicio).  La denomiinazione è usata anche per identificare la porta del borgo che guarda ad est (Porta Apiciana). La storia del paese è costellata da frequenti quanto turbolenti avvenimenti che portano nel 1530 all'estrema battaglia conbattutavi dal condottiero Francesco Ferrucci alla guida delle milizie della Repubblica Fiorentina, contro le truppe imperiali di Carlo V capeggiate da Fabrizio Maramaldo e da Filiberto di Chalons Principe d'Orange.
Il Capitano Fiorentino dopo lunga ed estenuante battaglia, ormai ferito ed inerme trova la morte nella Piazza per mano di Maramaldo pronunciando la storica frase "Vile tu uccidi un uomo morto", dal significato letterale, inquanto il Ferrucci era ormai inoffensivo perchè ferito, ma anche simbolico giacchè la neonata Repubblica di Firenze era ormai da troppo tempo assediata e sul punto di capitolare.
Il paese viene quindi completamente raso al suolo e bruciato.
Gavinana torno' alla ribalta, dopo la sua ricostruzione, solo verso la meta' del 1800, quando fu consacrata a luogo simbolo dell'indipendentismo, per l'eroica morte che vi aveva trovato Francesco Ferrucci. 
Anche se il paese è stato ricostruito tutto dopo la sua distruzione del 1537, ha mantenuto comunque l'impianto urbanistico tipico del borgo medievale, con le sue case raggruppate attorno alla chiesa, dalla quale si diramano stradette anguste e stretti vicoli, con frequenti sottopassaggi e gradinate, ricchi di antichi arredi.